Abbiamo chiesto a Serena, arrivata da Lucera con il suo bambino Vincenzo, di raccontare com’è stato vivere un servizio fotografico newborn.Ne è uscita una conversazione semplice, senza filtri. Ed è proprio lì che si capisce davvero cosa significa scegliere un persona specializzata in fotografia newborn.
Avevo paura che Vincenzo non collaborasse

Com’eri prima di arrivare in studio?
Ero un po’ agitata. Vincenzo aveva pochi giorni, dormiva poco e io non sapevo cosa aspettarmi.
Pensavo: e se piange tutto il tempo?
Avevo paura che diventasse stressante, più che altro per lui.
La prima cosa che ho notato è stata la calma
Cosa ti ha colpito appena entrata?
Il silenzio.
Non c’era confusione, non c’era fretta.
Mi aspettavo qualcosa di più “impostato”, invece sembrava tutto molto naturale.Vincenzo è rimasto con me, non è stato subito preso o messo in posa.
Questa cosa mi ha tranquillizzata subito.
Ho capito che non dovevo correre

Quando hai iniziato a rilassarti davvero?
Dopo pochi minuti.
Quando ho visto che nessuno guardava l’orologio.
Vincenzo ha mangiato, lo abbiamo cambiato, si è mosso… e ogni volta ci si fermava senza problemi. Nessuno dava l’idea che stessimo “perdendo tempo”.
Uno spazio che ti fa sentire al posto giusto

Com’era l’ambiente?
Caldo, ma nel senso giusto. Accogliente.
Si capiva che era pensato per i neonati.Anche noi genitori avevamo il nostro spazio.
Ci siamo seduti, all’inizio osservavamo tutto… poi piano piano ci siamo rilassati davvero.
Non mi sono mai sentita sotto pressione

Ti sei mai sentita in difficoltà durante il servizio?
No. Ed è stata la cosa più importante.
Non c’era mai quella sensazione di dover “fare qualcosa”.
Nessuno mi ha detto di sbrigarmi, di calmarlo velocemente o cose del genere.
Tutto succedeva con naturalezza.
Vincenzo decideva il ritmo

Com’è stato vedere tuo figlio durante la sessione?
Era libero.
Si muoveva, si svegliava, poi si riaddormentava.Non è mai stato forzato in niente.
Questa cosa si percepisce subito, anche da mamma.
Piccoli momenti che restano
C’è un momento che ti è rimasto più impresso?
Sì, a metà servizio.
A un certo punto ho smesso di pensare alle foto.
Ero semplicemente lì con lui.
È stato uno dei pochi momenti davvero calmi di quei giorni.
Non sono solo fotografie
Cosa ti sei portata via da questa esperienza?
La sensazione di essermi fermata.
Di aver vissuto quel momento senza ansia.
Le foto sono bellissime, ma quello che mi resta davvero è come mi sono sentita lì.
Cosa diresti a un’altra mamma?

Consiglieresti questa esperienza?
Sì, soprattutto a chi ha paura che sia stressante.
In realtà è il contrario.
È uno dei pochi momenti in cui rallenti davvero.
E con un neonato, succede raramente.
Un ricordo che prende forma nel tempo
Quando Serena è andata via dallo studio, Vincenzo dormiva.
Non c’era fretta nemmeno allora.
Ed è forse questo il punto più concreto per chi cerca un fotografo newborn:
non si tratta solo di immagini, ma di creare uno spazio in cui tutto può accadere con i tempi giusti.
Perché quei giorni passano.
E fermarli, nel modo giusto, fa tutta la differenza.